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Giuseppe Garibaldi
L'idea

SFIDARE IL MARE E NON ARRIVARE ULTIMI


FEBBRAIO 2006 - L'IDEA ....
L'idea nasce a febbraio durante la presentazione del sito 1000 vele per Garibaldi. Marina, moglie del capo e nostra PR, lascia scivolare lentamente una proposta: "Perchè non partecipate anche voi?" All'istante gli sguardi di noi tre, Francesco, Fabio e Carlo, si sono incrociati, e senza neanche chiederci l'un l'altro "Ma voi avete esperienza? Vi andrebbe di partecipare?", la frase che è uscita all'unisono è stata: "Bisogna trovare una barca e mettere su un equipaggio!"


MARZO 2006 - LA SCELTA DELLA BARCA ...
La scelta dell'imbarcazione è stata difficile. Volevamo una barca che fosse in grado di cavalcare le onde in sicurezza, che non fosse troppo piccola, che ci desse la possibilità quanto meno di essere competitivi, e sopratutto che fosse adeguata alle nostre finanze. Dopo lunghe ricerche la scelta è caduta su un Delphia 40 nominato MARAMEO I.
Ora mancava l'equipaggio!


ANCORA MARZO 2006 - LA SCELTA DELL' EQUIPAGGIO...

Ora mancava un'equipaggio adeguato. La prima domanda che bisogna farsi quando si sceglie un'equipaggio è sicuramente: "Chi sa fare cosa?".
Tale domanda non ci ha neanche sfiorato ed è stata immediatamente sostituita da: "Con chi mi piacerebbe affrontare quest'avventura."
Le persone che abbiamo contattato sono state scelte tra una cerchia di amici comuni. Tra questi quelli che hanno accettato non hanno nessun esperienza in mare tranne Marco, e Silvana che sta facendo un corso di vela.
Ora avevamo veramente tutto! Mancava solo il Capitano.


ANCORA MARZO 2006 - CAPITANO MIO CAPITANO...
Il ruolo del capitano è un ruolo molto importante all'interno di un'imbarcazione. Tale ruolo impone un carattere forte, responsabile, navigato nella risoluzione dei problemi e con molte ore di navigazione alle spalle. E dove lo trovavamo noi uno così?? E poi, tra l'altro, avevamo già occupato tutti i posti in barca. E non ci andava di avere a bordo uno che non conoscevamo e che se la faceva da padrone. La scelta doveva sicuramente essere effettuata tra l'equipaggio. Il criterio di scelta questa volta è stato più professionale, e la scelta è ricaduta sull'unico che aveva già portato una barca oltre le 12 miglia. Ben Trovato Capitan Francesco!



APRILE 2006 - LA PREPARAZIONE ...
Preparasi per una regata del genere non è assolutamente semplice! Abbiamo iniziato con qualche seduta di 'auto-ipnosi regressiva' per cercare eventuali esperienze di mare in una vita precedente. Niente da fare! Così abbiamo ripiegato sui cari vecchi testi. In mare la cosa più difficile è capirsi! ci sono migliaia di termini, quantomeno strani, che indicano qualsiasi manovra e qualsiasi pezzo dell' imbarcazione. Ora ne sappiamo un pò di più, ma il termine che più ci ha colpito è 'LA MISERICORDIA'. La 'quarta mano di terzarolo' che si usa solo in condizioni estreme. Speriamo di non doverla usare in regata.
Un'altro scoglio era la lettura delle carte. Ma lì con un buon libro e un mazzo di tarocchi ci siamo impratichiti un pò tutti. Fisicamente siamo tutti molto prestanti e longilinei, molto agili nelle manovre veloci e con una discreta forza fisica, il che non guasta. Comunque ci siamo imposti una dieta sana ed equilibrata per poter affrontare al meglio le avversità del tempo e del mare.
Molta carne, pasta tre sole volte a settimana e tanta tanta palestra... Purtroppo però le imposizioni non piacciono a nessuno di noi!
Le tattiche di partenza e di regata sono il nostro forte. abbiamo fatto molte prove con dei modellini sul laghetto dell'EUR (quartiere di Roma) e raramente abbiamo sbagliato una partenza. Prendere il vento è un pò come prendere il sole, se ti esponi male ti abbronzi solo da una parte, e così abbiamo studiato le angolazioni migliori per dare velocità alla barca, quali bordi fare se il vento viene da lì e quali fare se invece arriva da là. Ora ci sentiamo pronti a salpare consapevoli che daremo del filo da torcere a chi vorra mettersi tra noi e la coppa.

MAGGIO 2006 - UNA STUPENDA AVVENTURA DA VIVERE IN OTTO SU UN DELPHIA 40: ATTRAVERSARE IL TIRRENO E NAVIGARE NELL'ARCIPELAGO DELLA MADDALENA...

Il termine AVVENTURA è quello che sicuramente più si addice alla nostra storia. Dei membri del nostro equipaggio non tutti sanno perfettamente cosa li aspetta, L'idea di trovarsi in mare aperto è una cosa che ci da a tutti una botta di adrenalina, ma quando ci pensiamo e lo immaginiamo, il mare è sempre calmo, e fatalità è giorno, lo sguardo spazzia sul Tirreno, si vedono i confini di una terra lontana, o al limite l'orizzonte chiaro e rilassato, ma se ci giriamo intorno, ci sarà sempre un'altra vela, o una nave, o un traghetto, o un qualcosa che ci indichi la presenza di altri e che quindi ci tranquillizzi. La verità è che la navigazione sarà anche in notturna e in fase di luna nuova. Il che significa che le stelle schizzeranno fuori dal cielo per illuminarci il cammino, l'orizzonte si confonderà con il cielo e noi saremo immersi nelle tenebre. se dovesse essere nuvolo non avremmo neanche il conforto della volta celeste, e se dovesse esserci mare...
Nessun problema! Siamo un gruppo temprato, e sicuramente non ci sono tra noi elementi che possano entrare in panico per così poco, del resto dopo la notte viene di nuovo il giorno e ne siamo tutti consapevoli.
E poi è proprio dalle avversità che si formano i gruppi più forti.
Tutti ci chiediamo come sarà? Quali saranno le nostre emozioni? Andremo effettivamente d'accordo? Ci saranno problemi di convivenza?
Una delle domande più frequenti che ho sentito dall'equipaggio è: "Come funziona per il bagno?" Alla risposta a bordo ce ne sono due tutti hanno cambiato discorso, ma non ho visto mai nessuno effettivamente convinto che la sua domanda avesse effettivamente avuto risposta.
Tra le varie aspettative di tutti c'è sicuramente il sole nell'arcipelago una volta arrivati, c'è chi vuole pescare, chi vuole fare il bagno, chi vuol prendere il sole, chi pregusta cenette in ristorantini tipici affacciati sul porto di Cala Gavetta. In tutti c'è la speranza dell'incontro in mare: un delfino, un capodoglio, qualcuno anche una sirena. Nove giorni vissuti all'avventura lontano dal tram tram quotidiano e dalla routine di tutti i giorni.

Una Su Mille
info@unasumille.it